Il Giardino Botanico


E’ noto che l’area del Delta del Po è un ambiente di raro interesse naturalistico, anche perché la presenza dell’uomo (che comporta inevitabilmente trasformazioni dell’ambiente) solo da poco tempo è divenuta massiccia, per cui ancora non ha prodotto trasformazioni troppo drastiche. E' ancora facile, insomma, trovare la flora spontanea di questi luoghi, costituita, nella parte esposta al mare, da piccole piante "pioniere" (cioè capaci di vivere nelle condizioni disagevoli fornite dal suolo di sabbia esposto alla salsedine, e che svolgono una funzione importante per cominciare a contenere il terreno), per passare, procedendo verso l'interno, a piante di maggiori dimensioni (arbusti e cespugli) man mano che il suolo diviene meno inospitale, fino ad arrivare agli alberi (soprattutto, qui ,olmi e lecci) là dove il terreno è ormai consolidato e sufficientemente ricco di "humus".



Per favorire la conoscenza della flora locale la Regione Veneto, tramite il Servizio Forestale per le Province di Padova e Rovigo, ha istituito a Porto Caleri un giardino Botanico su una superficie di 24 ettari, nel quale - dopo uno studio condotto in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova - sono stati individuati tre percorsi che consentono di esaminare, rispettivamente, la vegetazione tipica del litorale e quella delle zone prospicienti le lagune. Le visite sono guidate da esperti che spiegano le caratteristiche della flora in rapporto all’ambiente.



Verso la metà del nostro secolo il Corpo Forestale dello stato è intervenuto in più riprese per contrastare l'erosione degli scanni sabbiosi da parte del vento, piantando una grande quantità di pini domestici (pineta) e di pini marittimi (Pinus pinaster), che oggi costituiscono uno degli aspetti caratteristici del paesaggio litoraneo, specialmente a Rosolina Mare, dove la pineta separa la zona residenziale dalla Valle di Boccavecchia e, più a sud, dalla Valle Passerella.

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